BMM Check Light – risultati

Primi passi nella gestione della mobilità aziendale

Il BMM Check Light fa parte del progetto Interreg NetWorkMob ed è cofinanziato dall’Unione europea. Questo strumento gratuito di autovalutazione è stato sviluppato congiuntamente dall’Ökoinstitut Südtirol e da Klimabündnis Tirol.

Il BMM Check Light si compone di un questionario generale rivolto all’azienda e di un questionario rivolto ai collaboratori e alle collaboratrici. I risultati vengono raccolti nel report BMM Check Light, che visualizza i dati emersi dai questionari e costituisce la base per lo sviluppo di misure concrete nell’ambito della gestione della mobilità aziendale (BMM).

Obiettivi del BMM Check Light

Il BMM Check Light supporta i datori e le datrici di lavoro del Tirolo e dell’Alto Adige nel:

  • rendere la mobilità aziendale più sostenibile;
  • ridurre le emissioni di CO₂;
  • organizzare in modo più efficiente gli spostamenti casa-lavoro e gli spostamenti di servizio;
  • creare offerte di mobilità attrattive per il personale;
  • facilitare l’avvio di un percorso verso una gestione professionale della mobilità aziendale.

Il report offre una base solida per definire le priorità strategiche delle future misure di mobilità e attuarle nel lungo periodo.

Come funziona?

  1. Questionario aziendale: rilevazione della situazione attuale della mobilità in azienda, dagli spostamenti casa-lavoro a quelli di servizio, fino ai trasporti e alle offerte di mobilità già esistenti.
  2. Questionario per il personale: sondaggio online rivolto ai collaboratori e alle collaboratrici, volto a raccogliere informazioni sulle loro abitudini di mobilità, sulle loro esigenze e sui potenziali miglioramenti.
  3. Analisi dei risultati e report BMM Check Light: i risultati vengono raccolti e visualizzati in un report chiaro e sintetico. Il report offre una panoramica completa della situazione della mobilità aziendale e delle relative emissioni di CO₂, suddivise per categorie rilevanti, come gli spostamenti casa-lavoro, gli spostamenti di servizio e i trasporti.
  4. Sviluppo delle misure: sulla base dei risultati vengono individuati i potenziali di miglioramento e sviluppate le prime misure concrete per una gestione sostenibile della mobilità aziendale. Il report evidenzia le leve su cui intervenire per ridurre le emissioni. Iniziate a compiere i primi passi per rendere gli spostamenti di servizio e la mobilità del personale più efficienti, sostenibili e attrattivi.

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Risultati dall’Alto Adige

Gestione della mobilità aziendale

Cosa motiva 10 datori di lavoro pilota dell’Alto Adige

Qual è la situazione della mobilità aziendale in Alto Adige? Quali sono le sfide e quali misure possono adottare i datori di lavoro per rendere la mobilità più rispettosa del clima e più orientata al futuro? Il progetto Interreg NetWorkMob ha approfondito queste tematiche insieme a dieci datori di lavoro pilota dell’Alto Adige.

Le fasi del percorso di consulenza

Il percorso di consulenza è iniziato con un incontro di kick-off, durante il quale i datori di lavoro pilota sono stati introdotti al tema della gestione della mobilità aziendale (BMM). Successivamente, attraverso lo strumento online BMM Check Light, è stata rilevata nell’arco di alcune settimane la situazione attuale della gestione della mobilità presso ciascun datore di lavoro. La rilevazione si è basata su un questionario aziendale e su un questionario rivolto al personale.

Sono poi seguiti incontri in presenza presso le singole realtà pilota, durante i quali i risultati sono stati approfonditi e integrati attraverso visite alle aziende. I dati raccolti sono confluiti nel report BMM Check Light, che è stato successivamente presentato ai datori di lavoro pilota.

La fase finora conclusiva del percorso è stata un workshop congiunto dedicato allo sviluppo di piani di mobilità. Durante l’incontro, i datori di lavoro pilota hanno analizzato le sfide specifiche delle proprie realtà, individuato potenziali di miglioramento e definito obiettivi e misure concrete in materia di mobilità.

Report BMM Check Light: i principali risultati

Il report offre numerosi spunti sulla situazione attuale della gestione della mobilità aziendale presso le realtà pilota analizzate. Innanzitutto, emerge che i dieci datori di lavoro appartengono a diversi ambiti del settore privato, pubblico e del terzo settore. Anche le dimensioni delle organizzazioni e le emissioni legate alla mobilità variano notevolmente: il numero di collaboratori e collaboratrici va da 4 a 214 persone. Le emissioni annuali legate alla mobilità dei datori di lavoro sono comprese tra 9,7 e 495,5 t di CO₂eq. In media, ciascun datore di lavoro genera 2,52 t di CO₂eq all’anno per collaboratore o collaboratrice.

Un elemento centrale del report BMM Check Light è l’analisi di tre ambiti: spostamenti casa-lavoro, spostamenti di servizio e trasporti. Considerando complessivamente le dieci realtà pilota, circa il 32% delle emissioni legate alla mobilità è riconducibile agli spostamenti casa-lavoro, il 40% agli spostamenti di servizio e il 27% ai trasporti. La distribuzione delle emissioni tra i singoli ambiti varia sensibilmente da un datore di lavoro all’altro.

Per quanto riguarda invece gli spostamenti casa-lavoro, emerge una tendenza comune: in otto realtà su dieci, l’automobile con motore a combustione è il principale mezzo di trasporto. Solo presso una delle organizzazioni pilota prevalgono bicicletta, bici elettrica e monopattino; in un’altra, invece, autobus e treno.

Il confronto tra le offerte di mobilità disponibili, quelle effettivamente utilizzate dal personale e quelle desiderate evidenzia alcune situazioni interessanti. Tra le misure più diffuse figurano gli orari di lavoro flessibili, offerti dal 100% dei datori di lavoro, e i parcheggi per le automobili, presenti nel 90% dei casi. Anche le auto aziendali, il lavoro da casa e i parcheggi per biciclette sono disponibili per il personale presso circa due terzi delle organizzazioni.

Per quanto riguarda l’utilizzo effettivo, invece, l’attenzione si concentra su poche offerte: gli orari di lavoro flessibili vengono utilizzati in media dal 30% del personale, mentre i parcheggi per le automobili dal 27%. Molte altre offerte sono utilizzate poco o per nulla.

Le preferenze del personale delineano un quadro ancora diverso. Le misure più richieste sono i sistemi di incentivazione e ricompensa, i rimborsi chilometrici e gli orari di lavoro flessibili, ciascuno indicato dal 12% degli intervistati. Seguono la bicicletta aziendale (10%), il lavoro da casa e gli abbonamenti al trasporto pubblico (entrambi all’8%). Le auto aziendali e il lavoro a turni non sono stati indicati tra le misure desiderate.

Il report BMM Check Light mostra quindi non solo quali offerte sono già disponibili presso le realtà pilota, ma anche quali vengono effettivamente utilizzate dal personale e dove si aprono nuove possibilità di intervento. Le differenze tra offerta, utilizzo e preferenze rappresentano un’importante base per consentire ai datori di lavoro di orientare meglio le misure future alle esigenze di mobilità dei propri collaboratori e collaboratrici.

Workshop per lo sviluppo di piani di mobilità

Durante il workshop, l’attenzione si è concentrata soprattutto sugli ostacoli e sulle sfide da affrontare per rendere la mobilità aziendale più sostenibile. Una delle principali difficoltà individuate riguarda la motivazione del personale a modificare le abitudini di mobilità consolidate. Allo stesso tempo, le carenze del trasporto pubblico e delle soluzioni per il primo e l’ultimo miglio rendono più difficile il passaggio a mezzi di trasporto alternativi.

Anche le condizioni climatiche e le caratteristiche del territorio svolgono un ruolo importante. In particolare durante l’inverno, gli spostamenti a piedi e in bicicletta sono talvolta percepiti dal personale come meno attrattivi o meno sicuri. A ciò si aggiungono carenze infrastrutturali all’interno delle aziende, come l’assenza di docce, parcheggi per biciclette insufficienti o la mancanza di punti di ricarica per le bici elettriche.

Quando mancano collegamenti pedonali e ciclabili adeguati, i datori di lavoro dipendono invece dai miglioramenti dell’infrastruttura pubblica.

Oltre ad analizzare le criticità, il workshop dedicato ai piani di mobilità ha offerto ai datori di lavoro l’opportunità di definire obiettivi e misure concrete su cui intendono lavorare nell’ambito della mobilità. Questa fase di attuazione è tuttora in corso.

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